uomo anziano che si sposta

Come impugnare la multa per chi cammina vicino casa

Un pensionato di Benevento ci chiede un parere sulla multa di 400 euro emessa dalla Polizia Municipale perché “prendeva aria” sottocasa senza “l’autocertificazione”. 

Nel verbale si legge che il signor XXXXX XXXXX era a piedi, da solo ma:

non rispettava le norme imposte dal D.L. 25 marzo 2020, n.19. Difatti: Si spostava all’interno del proprio comune senza che vi fossero comprovate esigenze lavorative, stati di necessità o motivi di salute” (art. 1, comma 1, lettera a ) DCPM 9/3/2020 e Ordinanza del Presidente della Regione Campania n.23 del 25 marzo 2020

Il pensionato era a poca distanza (circa centro metri) dalla sua abitazione e a verbale dichiara “Non devo andare da nessuna parte, sto solo prendendo un po’ d’aria”. I vigili aggiungono “non aveva autocertificazione” e lo sanzionano con una multa di € 400. 

Per comprendere meglio se è possibile impugnare il verbale occorre ricordare quali sono esattamente le norme richiamate, i chiarimenti del Governo e le Ordinanze del Presidente della Regione Campania. 

I Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri  dell’ 8/03/2020 e 9/03/2020 sugli spostamenti individuali, prevedono

…di evitare ogni spostamento delle persone fisiche ….salvo che per  gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni  di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute.”

Lo spostamento, in caso di eventuali controlli, dovrà essere giustificato nelle forme e con le modalità dell’autocertificazione (modulo fornito dalle forze dell’ordine).

I predetti decreti sono stati confermati dal DPCM 1 aprile 2020 che ha prorogato le suddette misure fino al 13 aprile 2020. (quindi in vigore al momento della multa del 9 aprile). 

Il Decreto Legge  25/03/2020 n.19 ha stabilito che “possono  essere adottate, secondo  principi di  adeguatezza e  proporzionalita’  al rischio effettivamente presente su specifiche  parti del territorio nazionale ovvero sulla totalita’ di esso, una o piu’ tra le  seguenti misure

    a) limitazione della circolazione delle persone, anche prevedendo limitazioni  alla possibilita’ di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora  se non per spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio o motivati da esigenze  lavorative, da situazioni di necessita’ o urgenza, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni; (art. 1 comma 2) 

Chiarimenti del Governo con le FAQ, aggiornate all’8 aprile: 

 E’ consentito fare attività motoria?” 

L’attività motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente e in prossimità della propria abitazione. È obbligatorio rispettare la distanza di almeno un metro da ogni altra persona. Sono sempre vietati gli assembramenti”. 

Con l’Ordinanza n. 15 del 13 marzo 2020  (confermata e prorogata dalla Ordinanza n. 23 del 25 marzo 2020) il Presidente della Regione Campania ha stabilito che 

“…su tutto il territorio regionale è fatto obbligo a tutti i cittadini di rimanere nelle proprie abitazioni. Sono consentiti esclusivamente spostamenti temporanei ed individuali, motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. Ai sensi della presente ordinanza, sono considerate situazioni di necessità quelle correlate ad esigenze primarie delle persone, per il tempo strettamente indispensabile, e degli animali d’affezione, per il tempo strettamente indispensabile e comunque in aree contigue alla propria residenza, domicilio o dimora”.

Ordinanza Ministero Salute del 20 marzo 2020 

 Art. 1, comma 1, lettera b) “non e’  consentito svolgere  attivita’ ludica o ricreativa all’aperto;  resta  consentito  svolgere individualmente   attivita’ motoria in prossimita’ della propria abitazione, purche’ comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona; 

Circolare Ministero Interno del N. 15350/117(2) Uff.III-Prot.Civ. Roma, 31 marzo 2020

“Nel rammentare che resta non consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto ed accedere ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici, si evidenzia che l’attività motoria generalmente consentita non va intesa come equivalente all’attività sportiva (jogging), tenuto anche conto che l’attuale disposizione di cui all’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 marzo scorso tiene distinte le due ipotesi, potendosi far ricomprendere nella prima, come già detto, il camminare in prossimità della propria abitazione.

Chiarimenti alla circolare Ministero Interno 31 marzo 2020 

“Le regole sugli spostamenti per contenere la diffusione del coronavirus non cambiano. Si può uscire dalla propria abitazione esclusivamente nelle ipotesi già previste dai decreti del presidente del Consiglio dei ministri: per lavoro, per motivi di assoluta urgenza o di necessità e per motivi di salute.

La circolare del ministero dell’Interno del 31 marzo si è limitata a chiarire alcuni aspetti interpretativi sulla base di richieste pervenute al Viminale. In particolare, è stato specificato che la possibilità di uscire con i figli minori è consentita a un solo genitore per camminare purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute.

Per quanto riguarda l’attività motoria è stato chiarito che, fermo restando le limitazioni indicate, è consentito camminare solo nei pressi della propria abitazione.

La circolare ha ribadito che non è consentito in ogni caso svolgere attività ludica e ricreativa all’aperto e che continua ad essere vietato l’accesso ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici.

La medesima circolare ha ricordato infine che in ogni caso tutti gli spostamenti sono soggetti a un divieto generale di assembramento e quindi all’obbligo di rispettare la distanza minima di sicurezza.

Le regole e i divieti sugli spostamenti delle persone fisiche, dunque, rimangono le stesse.”

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Fino a qua le norme, con le circolari e i chiarimenti, dalle quali risulta che l’attività motoria, quindi “camminare” può essere ricompresa tra le attività necessarie, ma deve essere limitata alle aree vicino alla propria residenza.  

Sul quesito posto dal pensionato, ecco il parere che abbiamo chiesto all’avv. Nunzio Gagliotti.

“A proposito di esigenze primarie e necessarie della persona umana individuate, tra l’altro, anche nella quotidiana attività motoria, plurime e diversificate risultano le fonti regolatrici con forza di legge e non, che sono intervenute nel corso dell’emergenza sanitaria come provenienti dal governo nazionale e da quello regionale. Ciò nonostante la materia può dirsi senz’altro regolata in modo uniforme. Vediamo meglio. 

Facendo innanzitutto riferimento alla normazione primaria (d.l. 25.3.2020 n. 19) questa prevede (art. 1 comma 2 lett. a) che possano essere adottate secondo principi di adeguatezza e proporzionalità misure che limitino sia la circolazione delle persone e sia la possibilità di allontanarsi dall’abitazione (residenza, domicilio o dimora). La stessa norma consente però “spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio o motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità o urgenza, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni;”. 

Appare evidente che la legge nel prevedere possibili limitazioni sia alla circolazione che alla libertà personale fa salvi gli spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio. Si deve ben notare come il riferimento che la citata norma opera agli “spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio” sia posto in alternativa alle ipotesi di spostamenti consentiti per specifiche esigenze di lavoro, per situazioni di necessità o per urgenze sanitarie. Con questo si vuol segnalare che la legge consente gli spostamenti individuali purchè limitati nel tempo e nello spazio. Tanto nel segno della prioritaria esigenza di scongiurare gli assembramenti che insorgerebbero inevitabilmente se detti limiti non vi fossero. 

Passando poi alle disposizioni amministrative, si ricorderà come il d.p.c.m. del 9.3.2020 prevedesse (art. 1 comma 3) : “lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro”. In tal modo il governo assicurava lo svolgimento delle attività motorie purché nel rispetto delle distanze. 

Successivamente l’Ordinanza del Ministro della Salute in data 20 marzo 2020 espressamente consentiva di svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione nel rispetto della distanza di un metro almeno da ogni altra persona. 

In aderenza con l’indirizzo del governo e con quella che sarà poi la norma primaria invalsa (D.L. 25.3.2020 n. 19) appare la linea d’azione segnata dalla regione Campania in persona del presidente della giunta (ordinanza n. 15 del 13.3.2020) laddove dichiarava consentiti spostamenti temporanei ed individuali per esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute precisando che nel novero delle necessità dovessero includersi quelle correlate ad esigenze primarie delle persone e degli animali di affezione per il tempo strettamente indispensabile e comunque in aree contigue all’abitazione (residenza, domicilio o dimora). 

L’appena ricordata ordinanza regionale si distingue, in tema di esercizio dell’attività motoria, per l’uso della locuzione “aree contigue” a differenza della normativa nazionale e delle disposizioni ministeriali che o non fanno riferimento a limiti specifici oppure si rifanno al concetto di “prossimità”. 

Il così ripercorso panorama legislativo ed amministrativo partorito per regolare, in tempo di emergenza, quella fondamentale ed irrinunciabile esigenza salutare assolta dalla persona umana (e da tanta parte delle creature viventi) con il movimento all’aria aperta, risulta senz’altro inteso contemporaneamente a garantirne il soddisfacimento. 

Raffinati distinguo lessicali taluno potrebbe scorgere nel ricorso talvolta al concetto di “prossima” e talaltra a quello di “contigua” per definire l’ambito spaziale che definisce l’area entro la quale praticare individualmente attività motoria che non comporti rischio di assembramento. Secondo il vocabolario, contiguità è vicinanza nello spazio o nel tempo. Chi esce di casa al fine di praticare quotidiana attività motoria dovrà dunque restare vicino a casa. La dimensione della vicinanza è chiaramente opinabile ed inevitabilmente arbitraria poiché ciascuno potrebbe assegnarle un valore soggettivo. In senso più obiettivo, però, vicino a casa è senz’altro quel luogo raggiungibile in breve tempo e cioè nel volgere di  pochi minuti. Come quando si cammina nell’ambito del quartiere. Ad esempio e per concludere, la distanza di un chilometro a piedi è notoriamente percorribile in meno di dieci minuti. 

In virtù di queste riflessioni riterrei legittima e conforme alla regola della vicinanza la condotta di chiunque si allontanasse individualmente da casa per la pratica dell’attività motoria per farvi ritorno entro un lasso temporale racchiuso in pochi minuti.

Fonti

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