Rimborso biglietti per viaggi e spettacoli annullati

L’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 aprile ha confermato fino al 3 maggio i divieti di spostamenti per l’emergenza coranavirus tranne quelli indispensabili per lavoro, salute o assoluta necessità. 

Anche i viaggi di piacere, cultura, turismo e vacanze sono vietati . 

Ai sensi dell’art.28 del D.L. n.9/2020 tali i viaggi potranno essere annullati e l’interessato ha il diritto di ricevere un rimborso- nei tempi e nelle modalità stabilite dalle disposizioni vigenti- per i trasporti, i soggiorni e i pacchetti turistici prenotati. 

Il termine per la richiesta di rimborso, pari a 30 giorni, decorre dalla fine del periodo di vigenza delle misure di contenimento (ad oggi, si ripete, 3 maggio, salvo proroghe).

Si ricorda inoltre che il Decreto legge 17 marzo 2020 n.18, all’art. 88, ha esteso il diritto al rimborso ai contratti di soggiorno e alla risoluzione dei contratti di acquisto di biglietti per spettacoli, musei e altri luoghi della cultura. Si consiglia pertanto, laddove ci si trovi costretti ad annullare un viaggio/soggiorno, di contattare immediatamente il vettore (società di trasporto) o la struttura (albergo, villaggio, casa vacanza, campeggio, ecc) oppure l’agenzia di viaggi se la prenotazione è stata effettuata da quest’ultima. 

Se si è in possesso di biglietti per spettacoli, musei o eventi annullati, si consiglia di contattare immediatamente il venditore.

La normativa menzionata prevede la facoltà per il vettore o l’agenzia di viaggi di consegnare un voucher da utilizzare entro 1 anno invece della restituzione del versamento effettuato; si tratta di una normativa che viola, secondo il Codacons, i principi di rango comunitario posti a tutela dei consumatori. Infatti nei giorni scorsi un portavoce della Commissione Europea ha rilasciato un’ intervista al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, nella quale ha spiegato come il sistema dei voucher da utilizzare entro un anno (introdotti con DPCM dal Governo Conte e in via di approvazione anche in Germania) violi i diritti dei consumatori riconosciuti dell’ Unione Europea e sia in contrasto con la normativa comunitaria. 

E’ possibile, pertanto, che intervengano modifiche alla normativa in discorso.

Si consiglia, quindi, di specificare nel testo della comunicazione da inviare alla società di trasporto, struttura per l’alloggio o all’agenzia di viaggi, che si chiede, espressamente, la restituzione di quanto pagato non essendo interessati al voucher, se il consumatore non lo sia effettivamente.

Maurizio Zeoli
Codacons 

Fonti  

DECRETO-LEGGE 2 marzo 2020, n. 9  https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/02/20G00026/sg

DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18  https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/17/20G00034/sg 

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